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New York and Italiano Law Blog

Friday, February 17, 2012

Avvocati sul piede di guerra:no alle liberalizzazioni selvagge del decreto Monti

Liberalizzazione selvaggia per le professioni. Un grosso favore alle grandi società e agli enti e non certamente ai comuni cittadini. Tutte le categorie professionali  colpite dal decreto legge Monti si uniscono per opporsi a quella che è una vera e propria “deregulation” e reagiscono compatte. Avvocati, notai e commercialisti  hanno organizzato scioperi e manifestazioni per difendersi e contrattaccare rispetto a  quello che viene giustamente percepito come un intervento scriteriato.  Gli avvocati salernitani e della provincia si asterranno dalle udienze nei prossimi 23 e 24 febbraio ed occuperanno simbolicamente i Tribunali.  Nel decreto legge le tariffe  vengono del tutto abrogate ma viene specificato che, in caso di causa tra avvocato e cliente, il Giudice dovrà applicare dei nuovi parametri in sostituzione delle tariffe abrogate e che saranno  introdotti con decreto del Ministero della Giustizia. Nel frattempo, mentre  il Governo fa un passo indietro rispetto all’obbligo inizialmente introdotto del preventivo scritto, permangono una serie di dubbi di interpretazione del decreto. Il nuovo testo stabilisce che la misura del compenso deve essere resa nota al cliente prima dell’accettazione dell’incarico in forma scritta e  solo se richiesta espressamente. Ma poi aggiunge che il compenso, una volta pattuito, deve tenere conto dei costi e degli onorari per singole voci.  La legge mostra così il fianco evidenziando  chiaramente l’assenza di qualsiasi confronto critico con la categoria. Non  tiene conto del fatto che se il compenso va pattuito per attività e quindi per le singole voci, sarà necessario sempre riferirsi alla vecchia tariffa che ha il pregio di rispecchiare l’attività del professionista in modo analitico. Quindi, alla fine, a meno che il Governo non creda di potere cambiare con la sua legge il tipo di attività che l’avvocato è tenuto a fare, si arriverà al paradosso per cui  ciascuno studio potrà predisporre una sorta di tariffa “personalizzata” e farsela approvare con una semplice firma dal cliente.  “Dietro il paravento della crisi, non certo causata dalle tariffe professionali, si cela un vero e proprio  attacco indiscriminato alle professioni in nome di una libertà che è sregolatezza e  che non può certo significare improvviso cedimento di tutte le regole”  commenta l’avv. Gianluca Iaione,  affermato penalista del foro di Salerno. “Il provvedimento varato dal  Governo complicherà ulteriormente la vita ai professionisti e ai cittadini e finirà per favorire banche, assicurazioni ed enti pubblici. Gli avvocati saranno privi di un qualsiasi riferimento per la misura dei loro compensi, dovendo contrattare con il cittadino comune su voci della loro attività difficili da spiegare oltre che fare capire al cliente in anticipo tutto  l’impegno cui sono  chiamati, per valutare il quale in realtà  il comune cittadino non ha alcuno strumento a disposizione” aggiunge l’avv. Pasquale Totaro. Alla fine il decreto se diventerà legge così com’è, finirà per essere solo un grande favore non ai cittadini ma a banche, assicurazioni ed enti, comuni e consorzi che avranno la libertà  e la forza di imporre i loro costi ai legali . “Uno scenario inquietante in cui l’avvocato di grido ed affermato potrà chiedere sostanzialmente quello che vuole – senza il benché minimo controllo da parte dell’Ordine - al piccolo cliente anche per una causa che sa essere semplice ma molto remunerativa mentre i clienti di calibro, come banche ed assicurazioni, oramai privi di freni, avranno la libertà di imporre a quelli che un tempo erano gli avvocati loro fiduciari di essere  assistiti e rappresentati a costi stracciati a pena di perdere il cliente” aggiunge preoccupato l’avv. Domenico De Martino esperto civilista da oltre venti anni impegnato in Tribunale e al Tar Salerno e Napoli. E mentre i compensi dei professionisti vengono lasciati ad un mercato che si preannuncia sempre più selvaggio, senza paragoni neppure con l’esperienza liberista del mondo anglosassone, la loro responsabilità professionale rimane ferma sul valore della causa che seguono e per cui dovranno rispondere in giudizio anche se verranno  pagati in maniera inadeguata. Gli enti e le grandi società forti  del loro potere contrattuale potranno incassare il consenso dell’avvocato a difenderli alle loro condizioni, imporre le loro regole in anticipo e non  dare più conto a nessuno. L’unica difesa per i professionisti, oltre che quella di combattere compatti perché la legge non passi se non con consistenti emendamenti, è per il momento, quella unirsi  e  stabilire forme di lotta e  linee comuni e non cadere nell’errore di farsi concorrenza spietata al ribasso, mantenendo criteri di rispetto per la propria professionalità, senza svalutarla solo per accaparrarsi un cliente in più.  E da più parti, ci si chiede perché non introdurre l’onorario a tempo, come nei paesi anglosassoni.

Avv. Elvira Marzano

Quanto riportato è un articolo giornalistico apparso sul quotidiano “Roma”  e a solo a  fini informativi. Non è da interpretarsi quale fonte di consulenza legale né come un parere professionale. Marzano Lawyers PLLC declina ogni responsabilità per l’uso improprio del presente articolo.

 

 


Friday, January 20, 2012

La nave da crociera italiana ‘Costa Concordia’

Venerdì 13 gennaio 2012, la nave da crociera italiana ‘Costa Concordia’ -costata 450 milioni di dollari- ha urtato uno scoglio al largo dell’isola del Giglio, in Italia. Secondo le prime informazioni, il capitano Francesco Schettino ha effettuato un cambiamento non autorizzato della rotta precedentemente stabilita, come favore ad uno dei dipendenti della Costa Crociere. Sono inoltre state ipotizzate ulteriori responsabilità per gravi negligenze da parte sia del capitano, della compagnia di crociera (Costa Crociere), e della casa madre, Carnival Cruise Lines Inc. (NYSECCLLSECCL, e NYSECUK).

A seguito del disastro, è stata confermata la morte di 11 persone mentre oltre 20 passeggeri risultano ancora dispersi. A causa della cattiva gestione dell’incidente e della assoluta mancanza di preparazione ad affrontare l’emergenza da parte della compagnia Costa Crociere, le operazioni di sbarco dei passeggeri sono state estremamente caotiche e disorganizzate. Solo poche scialuppe di salvataggio sono state correttamente utilizzate, costringendo numerosi passeggeri a tuffarsi in mare e nuotare sino a riva per aver salva la vita. Inoltre, a molti dei passeggeri è sembrato che i membri dell’equipaggio fossero del tutto impreparati e non affatto addestrati ad una simile eventualità.

            Questo tipo di disastro in mare rappresenta un classico caso di grave negligenza da parte della compagnia crocieristica. Secondo il diritto civile ed il diritto del mare italiano, la Costa Crociere aveva un obbligo nei confronti di tutti i passeggeri di garantire loro la piena sicurezza in caso di incidente. Le azioni e le omissioni della Costa Crociere e dei suoi dipendenti saranno oggetto, nei prossimi mesi, di indagine penale da parte della magistratura. I passeggeri della Costa Concordia possono, inoltre, agire nei confronti della Costa Crociere per il risarcimento di tutti i danni subiti, sia fisici che patrimoniali che morali, compresi quello da vacanza rovinata e per il trauma subìto, patiti a causa dell’incidente.

Se lei o qualcuno che conosce è stato coinvolto nel disastro della Costa Concordia e vuole agire giudizialmente per ottenere il risarcimento dei danni subiti, è importante rivolgersi ad un avvocato italiano il prima possibile per evitare eventuali limiti di prescrizione dell’azione o che importanti prove vengano nel frattempo disperse. Il sistema giuridico italiano prevede per i passeggeri danneggiati due possibilità per agire in giudizio: ciascuno di questi può sporgere una denuncia penale innanzi alle competenti autorità, oppure iniziare un’azione civile, o promuovere entrambe le azioni.

Lo studio Marzano & Sediva, con uffici sia a New York che in Italia è ben preparato per rappresentare i passeggeri, sia italiani che americani, che siano stati feriti o che abbiano comunque subito dei danni nel disastro della Concordia. Gli avvocati dello Studio sono a disposizione per ogni richiesta di informazioni riguardo i suoi diritti derivanti dal naufragio. 

Può contattare i nostri uffici per un consulto gratuito al numero (+1) 646-225-6549 or (+39) 089.224.842, via email all’indirizzo: sediva@marzanolaw.it oppure può visitare il nostro sito internet http://studiolegalenewyork.it/.




Lo studio legale “Marzano Lawyers PLLC” è composto da avvocati ammessi al patrocinio in Italia e negli Stati Uniti nelle giurisdizioni di New York e del Connecticut, sia avanti le corti dello Stato che di quelle Federali. I nostri avvocati assistono clientela di base sia in Italia che negli Stati Uniti per questioni di diritto sia statale che federale che hanno ad oggetto: contenzioso civilistico, divorzi e diritto di famiglia, successioni, donazioni e tutte le questioni di volontaria giurisdizione, proprietà diritti reali, diritto commerciale e societario interno ed internazionale, sia in via transattiva che contenziosa, problematiche di diritto internazionale privato.



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